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Categoria (Brasile, Calcio) pubblicato da Daniele il 02-08-2007

tn_18_brasile_ap1.jpgUn anno dopo la scoppola tedesca, il Brasile del pallone è scosso dalle rivelazioni del presidente federale, Ricardo Texeira, che accusa i giocatori verdeoro di aver tenuto un comportamento quanto meno poco professionale durante l’avventura mondiale. “C’era chi rientrava alle quattro o alle sei del mattino completamente ubriaco - dice a ‘Estado de Sao Polo’ -. Ronaldo, poi, pesava 98 chili quando si è presentato in ritiro“.

E’ stato uno dei fallimenti più dolorosi della storia del football brasiliano, una delusione paragonabile ad altre esperienze traumatiche della Seleçao, con l’aggravante che l’addio ai sogni mondilai è arrivato con largo anticipo sulle previsioni, anche le più pessimistiche. Giocatori costretti ad abbandonare gli aeroporti di Rio e San Paolo dalle uscite secondarie, come fossero traditori; il cittì Parreira additato come l’eretico di turno e un profumo di roghi accesi da caccia alle streghe. A un anno di distanza, a gettare benzina sui fuochi non ancora del tutto spenti, ci pensa il presidente della federcalcio verdeoro, Ricardo Texeira. In un’intervista a ‘Estado do sao Paolo’, il numero uno del pallone brasiliano torna con la memoria a quei giorni e mette sul ‘patibolo’ i giocatori, nessuno escluso. “C’erano ’atleti’ che tornavano in stanza alle quattro o alle sei del mattino, completamente ubriachi - rivela con la voce ancora alterata -. Era un clima di festa, non un ritiro mondiale. Con tanta gente che faceva la fila per pagare 100 dollari e vedere Ronaldinho e compagnia bella allenarsi, era ovvio che non potesse funzionare. Perché nessuno se n’è accorto?“.

Un’accusa diretta, indirizzata ai protagonisti e a chi quella spedizione tedesca aveva avuto il compito di organizzare e guidare. “Chi era a capo della delegazione in Germania non aveva polso sufficiente - prosegue senza giori di parole -. E’ per questo che ci vuole disciplina e questa è la missione di Dunga“. Una puntura all’ex cittì, cui segue quella ben più esplicita rivolta a Ronaldo, uno dei giocatori simbolo del calcio samba di quella formazione. ”Ma come fa un calciatore a presentarsi alla vigilia dei Mondiali con un peso di 98 chili? Io peso meno di così senza essere atleta…“. Con buona pace di chi cercava di dimenticare, perché l’obiettivo non può che essere uno: che nel 2010 in Sud Africa e, magari, quattro anni dopo in casa, questi restino solo brutti ricordi.

Fonte: tgcom.it

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