Francesco Totti non prenderà parte al derby di Roma, in programma mercoledì sera all’Olimpico. Il capitano giallorosso non è riuscito a recuperare dall’infortunio alla caviglia patito in un contrasto con Liedson, durante il primo tempo della partita di Champions contro i portohghesi dello Sporting Lisbona. Dopo il forfait contro il Milan, dunque, la stracittadina è la seconda gara a cui Totti è costretto a rinunciare.
Un altro stop, un’altra tegola su una Roma lanciatissima che, stando ai risultati, sembra poter sopperire finalmente all’assenza del suo leader assoluto. Francesco Totti non ce la fa neanche per il derby e, dopo essere rimasto ai margini della vittoriosa trasferta di San Siro contro i rossoneri, salta la stracittadina. Una notizia che era nell’aria, nonostante da Trigoria filtrasse un moderato ottimismo per il recupero in extremis del numero dieci. La botta rimediata in Champions, esattamente una settimana fa, si è rivelata più dolorosa e fastidiosa del previsto, con il giocatore restio a rischiare dopo l’infortunio patito due anni fa all’altra caviglia. Così, nonostante avesse ripreso a correre senza forzare, l’attaccante giallorosso ha preferito rinunciare anche alla gara più importante, quella che nella Capitale può valere una stagione, anche in tempi nei quali la Roma combatte per obiettivi ben più ambiziosi.
L’entrata di Liedson, durante le battute iniziali dell’incontro con lo Sporting Lisbona, aveva fatto sussultare i tifosi della Lupa sui divani e i seggiolini dell’Olimpico, ma le prime notizie sembravano scongiurare scenari infausti. Invece, il dolore alla caviglia non è ancora svanito e, anche se l’articolazione non evidenzia problemi strutturali, il gonfiore suggerisce prudenza. Niente Milan, dunque, e niente Lazio, con la speranza che anche la notte di Halloween riservi gioie e sorrisi degni di quelli apparsi sul volto di Spalletti e dell’entourage nerazzurro nella scorsa domenica meneghina. In attesa che Totti torni in campo, per guidare la truppa verso una stagione che per tutti deve essere quella della consacrazione definitiva.