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LA PARTITA C’è una sorta di nemesi definitiva in quanto accaduto a Yokohama, la chiusura di un cerchio e l’ultima vendetta consumata. Una catarsi, un altro brutto ricordo mutato in un urlo di gioia e in sorrisi d’occasione: prima il Liverpool ad Atene, oggi il Boca in Giappone. Un 2007 incredibile, iniziato con la fronte ancora corrugata dalle pene di Calciopoli e chiuso con i tre trofei più importanti a brillare in bacheca. C’è una magia particolare, rossonera in ogni sua sfumatura. La faccia di Paolo Maldini è lo specchio di un ciclo che si chiude, non per questo destinato a restare un ricordo e a non avere un seguito immediato. Perché se il capitano appenderà le scarpe al chiodo a fine stagione, il Milan può bearsi del sorriso di Kakà , Pallone d’Oro e reuccio del pallone. C’è il vecchio che si prende un posto tra le stelle e il nuovo che avanza, con un incedere implacabile e perle in serie. C’è anche Pippo Inzaghi, il giustiziere internazionale. La sua vittoria personale è doppia: non aveva mai siglato un gol nelle sue apparizioni nell’Intercontinentale, ne ha messi a segno due in questa serata indimenticabile. Ma tutto il Milan ha vissuto il proprio magic moment, compreso chi non ha potuto prendere parte alla gara. Ronaldo in versione cameraman, con i dentoni in bella mostra, è un’immagine che testimonia una vittoria ottenuta grazie a un gruppo solido e a un feeling particolare tra i giocatori. Anche Alessandro Nesta ha griffato la notte giapponese, con il gol più importante, quello che ha regalato il vantaggio in avvio di ripresa e aperto nuovamente le maglie blu e oro del Boca. Ma, a parte il Bambino d’Oro milanista, la menzione di merito va a tutto l’entourage del club di via Turati, diventato grazie a questo successo la squadra più titolata al mondo. Maldini e la Coppa, il suo sorriso e gli occhi lucidi di tutti sono l’ennesima foto da copertina di un ciclo targato Ancelotti. Fonte:tgcom.it Articoli correlati:Lascia un commento
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