Lo 0-2 contro l’Arsenal ha chiuso un ciclo. Il Milan ora si appresta ad affrontare un’importante rifondazione, con l’obiettivo di ringiovanire la rosa e dare più alternative ad Ancelotti. Il tecnico è stato confermato e resterà in rossonero, anche se un’eventuale mancato quarto posto potrebbe rimettere tutto in discussione. Servono un attaccante, un terzino ed un portiere, più qualche giovane per la panchina.
Ora bisogna ripartire. C’è da faticosamente da conquistare il 4° posto e la qualificazione alla Champions dell’anno prossimo e, soprattutto, effettuare il cambio generazionale, che le vittorie di questi ultimi anni hanno sempre rimandato. Questa volta è inevitabile e la differenza media di quasi 6 anni tra i milanisti e gli inglesi si è vista in campo a San Siro: una squadra brillante e veloce, l’altra piuttosto lenta e stanca nei suoi uomini fondamentali.
La ricostruzione parte dal numero 1, il portiere: Kalac sta facendo ottime partite, probabilmente verrà confermato, ma ha 35 anni e non ha sempre giocato a questi livelli. C’è il caso Dida: ha un contratto pesantissimo (4 mln a stagione fino al 2010) e non fornisce garanzie. Il sogno è Frey, ma si pensa anche ai giovanissimi Lloris del Nizza e Alves dall’Almeria.
Nel reparto arretrato, servono alternative tra i centrali: Nesta e Kaladze, che hanno scollinato i 30 anni, sono una garanzia, anche se non esenti da infortuni. Il problema più grosso, comunque sono le riserve: escluso Bonera, ora non sono all’altezza e sono anche loro in fase calante. Inoltre, c’è da trovare il sostituto di Maldini: il capitano ha chiuso la sua carriera europea con una prova d’orgoglio, ora si parla con sempre più insistenza di Zambrotta, vicino all’addio dal Barcellona.
Il centrocampo rossonero titolare (Pirlo, Gattuso, Seedorf e Ambrosini) resta uno dei migliori d’Europa e può garantire ancora qualche anno ad altissimo livello, tuttavia è fondamentale trovare i ricambi adatti per evitare di arrivare, come in questa occasione, stremati e con poche forze negli appuntamenti decisivi.
L’attacco è il nodo più importante da sciogliere: Kakà e Pato sono il presente ed il futuro del Milan, ma serve una punta di peso, che possa sostenere anche da solo l’attacco. Inzaghi sarà sempre utile, ma non può essere il perno, mentre Gilardino non ha regalato il rendimento atteso. Si parla di Drogba e Adebayor: entrambi sarebbero i giocatori adatti. Â
La questione allenatore sembra risolta: da Berlusconi a Galliani, tutti hanno confermato Carlo Ancelotti. Al momento, non si sono motivi per pensare ad una separazione, ma è fondamentale la conquista di un posto nell’Europa che conta per l’anno prossimo, altrimenti tutto potrebbe tornare in discussione ed il nome di Marcello Lippi sarebbe di grande attualità .
Fonte: tgcom.it